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La Notte della Taranta e la Grecìa Salentina: come è nato il festival

Come è nata la Notte della Taranta: la prima edizione del 24 agosto 1998, il ruolo dei comuni della Grecìa Salentina, il griko sul palco e il dibattito sulle origini.

Palco e pubblico del concerto finale della Notte della Taranta a Melpignano nel 2007
Il palco e il pubblico all'inizio della decima edizione della Notte della Taranta (2007), foto di Quatar, CC BY-SA 3.0, da Wikimedia CommonsCopia web dell'originale PNG, convertita in JPEG e compressa per il web, senza ritagli.

Immagine di anteprima per la condivisione: la foto della Notte della Taranta 2007 di Quatar, da Wikimedia Commons, leggermente ingrandita e centrata su sfondo uniforme, senza ritagli, licenza CC BY-SA 3.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)

Oggi la Notte della Taranta è un festival itinerante con un grande concerto finale a Melpignano, trasmesso in televisione. All'inizio era un'altra cosa: una sola notte, un bilancio ridotto e un progetto nato nei comuni della Grecìa Salentina, l'area del Salento dove in alcuni paesi si parla ancora il griko [1]. Qui ricostruiamo le origini del festival e il suo legame con quel territorio e con quella lingua.

La fonte principale è il saggio del 2015 di Maurizio Agamennone, uno dei due direttori artistici della prima edizione [1], affiancato dalle pagine della Fondazione La Notte della Taranta [2][3][4].

Il nome e il tarantismo

Il nome richiama il tarantismo [1]. Nella cultura tradizionale la sofferenza della "tarantata" era attribuita al morso della "taranta", un animale simbolico. Lo chiarì Ernesto de Martino nel 1959 con La terra del rimorso [7]. Nel 1998 l'idea centrale del progetto era proprio affidare a un compositore ospite musiche originali ispirate al tarantismo [1]. Ancora oggi la Fondazione dichiara tra i suoi scopi il sostegno alla ricerca sul tarantismo e sulle "tradizioni grike e salentine" [2].

La prima edizione: 24 agosto 1998

La prima edizione si tenne il 24 agosto 1998 [1][3]. Era un lunedì, il giorno di san Bartolomeo: una data controcorrente rispetto ai flussi turistici del fine settimana [1].

La formula era molto diversa da quella attuale. In prima serata si tennero concerti in contemporanea in varie piazze; poi musicisti e pubblico si spostarono a Melpignano, in piazza San Giorgio, per il concerto notturno [1][3]. La Fondazione chiama quella rete di concerti "ragnatela" [3]. Non c'era un festival di più giorni: tutto si concentrava in una notte [1].

I concerti di prima serata furono nove. Sette si tennero in comuni della Grecìa: Calimera, Castrignano dei Greci, Corigliano d'Otranto, Martano, Martignano, Soleto e Sternatia. Gli altri due si tennero ad Alessano e Cutrofiano, soci dell'Istituto Carpitella. Zollino, anch'esso di tradizione ellenofona, ospitò invece le prove e i laboratori guidati da Daniele Sepe [1].

Chi c'era dietro

Gli enti promotori furono il Consorzio dei Comuni della Grecìa Salentina (così si chiamava allora l'attuale Unione dei Comuni), la Provincia di Lecce e l'Istituto "Diego Carpitella" [1]. La direzione artistica era di Maurizio Agamennone e Gianfranco Salvatore, allora professori a contratto all'università salentina; maestro concertatore fu Daniele Sepe [1][4]. Tra gli amministratori più coinvolti Agamennone ricorda Sergio Blasi, allora vicesindaco di Melpignano, e Massimo Manera, sindaco di Sternatia e presidente del Consorzio [1].

Il bilancio era modesto e il lavoro volontario molto. Agamennone definisce l'avvio avventuroso, "alla garibaldina" [1].

Il pubblico fu stimato in circa 6.000 persone nel 1998, 10.000-12.000 nel 1999 e 25.000 nel 2000. Sono stime riportate da Agamennone, che le definisce approssimative [1]. Del 1998 resta anche un'abitudine: il finale con il cantore Uccio Aloisi divenne quasi un obbligo nelle edizioni successive [1].

L'Istituto Diego Carpitella e una discordanza sulle date

Uno dei promotori, l'Istituto "Diego Carpitella", ha la sede a Melpignano. Si propone di raccogliere, catalogare, conservare e studiare il patrimonio culturale del Salento, a partire dalla tradizione orale [5]. Il nome ricorda l'etnomusicologo Diego Carpitella (Reggio Calabria 1924, Roma 1990), che tra il 1952 e il 1958 raccolse canti popolari con Ernesto de Martino, collaborò con Alan Lomax nel 1953-1954 a campagne di registrazione in Italia e nel 1960 realizzò il film Meloterapia del tarantismo [8].

Sulla data di fondazione dell'Istituto, però, le fonti non coincidono:

  1. Secondo Agamennone, con delibera del 30 giugno 1997 Melpignano aderì a un costituendo istituto di documentazione sulle tradizioni orali, insieme a Calimera, Cursi, Cutrofiano e Sternatia. In seguito Cursi uscì, entrò Alessano e il nome divenne Istituto Diego Carpitella [1].
  2. Il sito dell'Istituto afferma che fu fondato nel 1998 da un consorzio di Comuni: Melpignano, Sternatia, Alessano, Cutrofiano e Calimera [5].
  3. Wikipedia scrive che nel 1997 Sergio Blasi fondò l'Istituto insieme ad altri tre comuni [6].

La ricostruzione di Agamennone descrive un percorso (adesione nel 1997, poi cambio dei soci e del nome), mentre le altre due fonti indicano un solo anno di fondazione, e non lo stesso. Non abbiamo elementi per scegliere, quindi le riportiamo tutte.

Dal 2000: il festival diventa itinerante

La svolta arriva nel 2000, con la terza edizione. Entra per la prima volta la Regione Puglia e il festival dura dal 7 al 22 agosto, abbandonando la formula della notte unica [1]. Anche la Fondazione colloca nel 2000 il passaggio al festival itinerante su più date, dopo la "ragnatela" del 1998 e del 1999 [3].

Nello stesso anno un progetto europeo INTERREG Italia-Grecia, intitolato "Voci e suoni delle minoranze", contribuì a rafforzare i rapporti tra le comunità ellenofone del Salento e la Grecia [1].

Il griko nel 2000

L'edizione del 2000 comprendeva due concerti dedicati al griko [1]:

  1. "Una Musa grika", a Calimera il 10 agosto, con versi di poeti greco-salentini (Luigi "Cici" Cafaro, Franco Corlianò, Gianni De Santis) e l'ensemble Avleddha, insieme a musicisti greco-calabresi.
  2. "Una stella sul telaio", ad Alessano il 14 agosto, con i gruppi Astèria e Argalìo.

Per sapere di più sulla lingua, leggi Che cos'è il griko.

La Fondazione

Nell'agosto 2008 nasce la Fondazione La Notte della Taranta, su iniziativa di Regione Puglia, Provincia di Lecce, Unione dei Comuni della Grecìa Salentina e Istituto Diego Carpitella. È attiva dal 2011 [2].

Nel presentare il festival, la Fondazione lo descrive come nato "dal basso", dalla volontà dei Comuni della Grecìa di valorizzare il proprio patrimonio immateriale [3].

Il festival oggi, tra Grecìa e resto del Salento

Nel 2026 il festival itinerante ha fatto tappa in 20 località. Tra queste ci sono otto dei nove comuni grecofoni (Calimera, Castrignano de' Greci, Corigliano d'Otranto, Martano, Martignano, Soleto, Sternatia, Zollino) e diverse località fuori dalla Grecìa, come Nardò, Galatina, Ugento e Alessano [3]. Il nono comune grecofono, Melpignano, ospita il concerto finale [6]. Nei primi anni Duemila erano entrate tra le tappe anche Lecce e Galatina, che la Fondazione chiama "culla del tarantismo storico" [3].

Il concerto finale è trasmesso dalla Rai dal 2014; nel 2026 è andato in onda anche in Eurovisione [6]. Per conoscere i paesi della Grecìa dove tutto è cominciato, puoi leggere la guida ai paesi della Grecìa Salentina o sfogliare le schede in Esplora.

Il griko sul palco

Per tradizione il Concertone si chiude con Kalinifta (o Calinitta), la "buonanotte" in griko, cantata insieme dal pubblico [9][10][11]. La storia del canto è raccontata nell'articolo Kalinifta (Matinata); il testo originale si legge nella pagina Matinata (Kalì Nifta).

Il griko non è però solo il finale. Nel programma annunciato per il 2024 comparivano, tra i brani in griko, Klama, Pizzica di Cosimino e Calinitta, accanto a brani in arbëreshë [11]. In quello del 2022 figuravano Klama, Aremu e Calinitta, e Klama era affidata a Marco Mengoni [12]. Il testo di Klama è di Franco Corlianò. Ciuri ce Pedì lo descrive come un testo sul dramma dell'emigrazione, noto soprattutto nella versione musicale dello stesso autore [13]. Il titolo significa "pianto". Per altre parole griche puoi consultare il Dizionario.

Un dibattito fin dall'inizio

Il festival ha acceso fin dall'inizio un dibattito pubblico su come "patrimonializzare" le tradizioni musicali locali. Le posizioni sono state anche molto contrapposte e sono cambiate con il crescere del successo [1].

Nel 1998 alcuni musicisti e cultori locali, estranei all'evento, lo vissero come uno stravolgimento delle radici musicali "autentiche" [1]. Daniele Sepe, intervistato da La Stampa nel 1998 (come riporta Agamennone), disse: "non fingo una filologia impossibile" [1].

Fonti

  1. Maurizio Agamennone, "Sulle origini del progetto La Notte della Taranta. Un possibile modello: la terza edizione, quella del 2000", Palaver, 4 n.s. (2015), n. 2, pp. 61-114, https://doi.org/10.1285/i22804250v4i2p61, licenza CC BY-NC-ND 3.0 IT (consultato l'11 ottobre 2026).
  2. Fondazione La Notte della Taranta, "Chi siamo", https://www.lanottedellataranta.it/la-fondazione/chi-siamo/ (consultato l'11 ottobre 2026).
  3. Fondazione La Notte della Taranta, "Festival Itinerante", https://www.lanottedellataranta.it/il-festival/il-festival-itinerante/ (consultato l'11 ottobre 2026).
  4. Fondazione La Notte della Taranta, "Storia del Concertone", https://www.lanottedellataranta.it/il-concertone/la-storia/ (consultato l'11 ottobre 2026).
  5. Istituto Diego Carpitella, sito ufficiale, pagina iniziale, https://www.istitutodiegocarpitella.it/ (consultato l'11 ottobre 2026).
  6. Wikipedia in italiano, voce "La notte della Taranta", https://it.wikipedia.org/wiki/La_notte_della_Taranta (consultato l'11 ottobre 2026).
  7. Wikipedia in italiano, voce "Tarantismo", https://it.wikipedia.org/wiki/Tarantismo (consultato l'11 ottobre 2026).
  8. Wikipedia in italiano, voce "Diego Carpitella", https://it.wikipedia.org/wiki/Diego_Carpitella (consultato l'11 ottobre 2026).
  9. Wikipedia in italiano, voce "Matinata", https://it.wikipedia.org/wiki/Matinata (consultato l'11 ottobre 2026).
  10. RAI, "Kalinifta, la celebre canzone in griko salentino", La Notte della Taranta 2026, RaiPlay, 22 agosto 2026, https://www.raiplay.it/video/2026/08/Calinitta-la-celebre-canzone-in-griko-salentino---La-Notte-della-Taranta-2026-del-22082026-7e35a07e-0f76-4eef-a769-f832507d9ef7.html (consultato l'11 ottobre 2026).
  11. Antonio Nicola Pezzuto, "Notte della Taranta, 3 ore a ritmo di tamburello: il concertone in diretta su Raitre", L'Edicola, 24 agosto 2024, https://ledicola.it/cultura-e-spettacoli/notte-della-taranta-3-ore-a-ritmo-di-tamburello-il-concertone-in-diretta-su-raitre/ (consultato l'11 ottobre 2026).
  12. Idea Radio nel Mondo, "Melpignano: Notte della Taranta Marco Mengoni ed Elodie", 19 agosto 2022, https://www.idearadionelmondo.it/2022/08/19/melpignano-notte-della-taranta-marco-mengoni-ed-elodie/ (consultato l'11 ottobre 2026).
  13. Salvatore Tommasi (a cura di), "Franco Corlianò", Ciuri ce Pedì, https://www.ciuricepedi.it/la-letteratura/letteratura-dautore/altri-autori-di-calimera/franco-corliano/, licenza CC BY-NC 4.0 (consultato l'11 ottobre 2026).

Nota sui diritti

I fatti provengono dalle fonti elencate; il testo è originale di griko.online. Le citazioni sono brevi e attribuite (art. 70 L. 633/1941). Il saggio di Agamennone (2015) è pubblicato con licenza CC BY-NC-ND e lo usiamo solo per fatti e brevi passi. Foto e video della Fondazione e della RAI sono protetti e non li riproduciamo: ci limitiamo a rimandare con un link. Le immagini candidate sono su Wikimedia Commons con licenza CC BY-SA 3.0 e vanno pubblicate con il credito indicato. I testi di canzoni d'autore, come Klama di Franco Corlianò, sono protetti: ne citiamo solo il titolo.

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